Solo per i tuoi occhi

Solo per i tuoi occhi di Nana Duplessis

Scopri l’affascinante e autentica storia di Solo per i tuoi occhi di Nana Duplessis, una nuova emozionante uscita nell’editoria delle storie vere. Questo libro coraggioso e provocatorio affronta temi importanti riguardanti la sessualità e la libertà femminile, rompendo gli schemi e sfidando i tabù.

Recensione: Anna Mazzeo

Durante una serata tra amici, Nana riceve su Whatsapp un’immagine intrigante dei suoi piedi con il testo non ho resistito, inviata da Patrick, amico e socio d’affari di suo marito. Questa foto scatena in lei una sana curiosità e stimola la sua vanità femminile.

Attratta da questo gioco proibito, Nana risponde coraggiosamente con immagini e video erotici. Questo darà vita a un rapporto perverso fatto di scambi sensuali, attraverso il quale Nana esplorerà i confini del proprio desiderio. Patrick dimostrerà una persuasione senza eguali, conducendo Nana lungo un percorso di scoperta personale e piacere autentico.

Tuttavia, l’atmosfera gioiosa verrà presto oscurata quando Patrick minaccerà di divulgare i video e le foto, costringendo Nana a sottostare alle sue richieste. Confusa e sconvolta, Nana si troverà di fronte a una scelta difficile: resistere al suo aguzzino o lasciarsi sopraffare dalla situazione?

Questa storia appassionante e coinvolgente si rivolge a coloro che amano i libri di storie vere, affrontando temi delicati con sincerità e profondità, mentre incoraggia le donne a vivere la propria sessualità con serenità, rompendo le catene dei tabù e delle minacce del revenge porn.





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Solo per i tuoi occhi:

1
La mia primavera

Tutto cominciò così, per caso, una di quelle cose inaspettate, che non immagineresti mai.

Nel tempo ho imparato che ciò che arriva inaspettato è sempre stato lì, sopito, statico, in attesa di essere acceso per vivere, germogliare, aprirsi, sbocciare.

La mia primavera cominciò con una foto.

Ma che foto è? Potreste dire, e avreste pure ragione a pensarlo.

Immaginate un giorno come gli altri, in casa, seduti in cucina, a parlare con amici, qualche bicchiere di vino, nulla di che.

E poi l’arrivo di un messaggio, una foto su WhatsApp.

I telefonini sono sempre accanto a noi per la maggior parte delle volte, ormai sono parte della nostra quotidianità. A dire il vero, io sono una di quelle che detesta le notifiche, però un messaggio su WhatsApp, è irresistibile, non lo pensate anche voi?

Guardai il telefono.

Ho letto da qualche parte che prendiamo il telefonino una media di 110 volte al giorno, questa fu una di quelle, ma da questa foto in poi, le mie sarebbero diventate molte di più.

Il mio indice è la chiave per entrare, non perché io debba nascondere chissà che, lo faccio per comodità, non voglio digitare un numero per 110 volte al giorno. E poi mi piace l’idea di sfiorare per accendere qualcosa anche se si tratta di un semplice telefono.

La notifica era da parte di Patrick, un amico di mio marito.

Mi ha stranito, incuriosito, anche perché era seduto proprio di fronte a me. Parlava con tutti gli altri, stavamo lì insieme, ho pensato avesse sbagliato.

Lessi il messaggio.

Non ho resistito…

In un primo momento non avevo ben capito che foto fosse. Poi l’ho guardata meglio. Era io seduta sullo sgabello con il piede nudo e un bicchiere di vino in mano.

Sorrisi e lo guardai. Lui aveva gli occhi altrove, ma la sensazione che sapesse e sentisse il mio sguardo era ovvia.

Non ho resistito… aveva scritto.

Ma a cosa? Aveva visto un’immagine artistica? Allora perché non mostrarla apertamente e magari farci una risata tutti insieme. Invece no, non ho resistito, ha scritto.

Vi ho parlato di una primavera intima, quella fu l’inizio della mia.

Cominciai a vedere tutto in modo diverso e non era mai successo prima.

I miei piedi?

Non ho mai pensato fossero interessanti.

Ho fatto danza, non sono una professionista, ma da sempre ogni settimana vado a balletto. Forse l’andatura? Porto sempre i tacchi quindi avrò una camminata ammiccante; adoro le scarpe col tacco non potrei stare senza, ma in casa, con amici soprattutto mi piace sentirmi libera di stare scalza, a piedi nudi sul parquet.

Cercai lo sguardo di Patrick, che non ricambiò nemmeno una volta, anzi, si mise di spalle.

Sapevo che sentiva i miei occhi su di lui. Pensai non fosse nulla di ché, uno scherzo che voleva fare, un gioco passeggero.

Poco dopo…

Un brivido lungo la schiena si insinuò fra la mente e il corpo in un intenso istante.

Non so come spiegarlo esattamente ma fu come un calore balsamico, avete presente l’Eucalipto? Si espande nell’aria e avvolge in un respiro piccante, ecco, così, sentii un calore avvolgermi in modo deciso, quasi sonoro. Il mio corpo era lì fotografato, appoggiato e riconoscibile, era proprio il mio, in una posa intima, vera.

Nessun testo, solo un emoji 😉 niente altro.

Cercavo ancora il suo sguardo, cercavo di incrociarlo, ma da quel momento non mi guardò più.

Il mio corpo rispose immediatamente, l’idea che un uomo mi guardasse di nascosto in quel modo, scovando il mio intimo distratto mi eccitava da impazzire, ma razionalmente non sapevo il perché.

Abbassai gli occhi, forse arrossii. Era pudicizia. Ma di cosa? In fondo era solo la foto di un piede. Il punto era che lui e io adesso sapevamo che da quel momento, avevamo un canale privato, una porta a cui nessun altro poteva accedere.

Il segreto rendeva tutto molto più eccitante.

Iniziai a vedere tutto in modo diverso, tutto quello che facevo cominciò a riferirsi ai suoi occhi, a come mi avrebbe visto, a come avrebbe guardato i miei piedi, magari non voleva altro, non gli piaceva il resto, io questo non lo sapevo, ma non mi importava, perché piaceva a me, piaceva al mio corpo e alle mie gambe.

Un formicolio intenso cominciò a vibrare a ogni mio movimento. Pensavo a quella foto senza alcun messaggio. Sentii i miei petali schiudersi per svelare il polline, mi sentivo sbocciare dal ventre, in attesa.

Non ho resistito, non sono riuscita a oppormi, fu in quel momento che accettai di giocare. Iniziai il mio cammino verso il proibito, mi alzai e andai in bagno.

Chiusi la porta con le spalle, appoggiando il corpo sulla porta, il suono della serratura mi fece chiudere gli occhi.

Vidi le sue mani sui miei piedi… Decisi sorridendo di offrirgli un’immagine da gustare, per vedere cosa sarebbe successo.

Scattai una foto.

Il suono del click della fotocamera, mi fece scendere un gradino più in fondo. L’avrebbe vista subito? Gli sarebbe piaciuto? Cosa avrebbe pensato? Una cascata di domande, pensieri privati, intimi, mi bagnò i pensieri e non solo. Mi eccitava anche solo guardarla e, prima di inviarla la guardai a lungo.

Le mattonelle fredde del bagno mi procurarono un brivido con onde circolari, un sassolino lanciato al centro del mio piacere appena sotto l’ombelico.

Plink…

Un sassolino che scatenò cerchi di onde calde sino all’estrema periferia della mia pelle. Il desiderio mi chiamò, la mia mano sfiorò la stoffa spessa dei jeans che, in quel momento, divenne carta di riso; la mia pelle tutta era così sensibile da farmi quasi male.

Questa è la fine dell’anteprima gratuita. 

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