Vita da hostess

Vita da hostess di Marina Iuvara

Il vostro sogno è viaggiare? Scoprite come è la vita di un’assistente di volo e poi decidete se può fare per voi…!

  • Titolo: Vita da hostess
  • Autore: Marina Iuvara
  • Lingua: Italiano
  • Formati: kindle, copertina flessibile (228 pagine)
  • Editore: Oakmond Publishing (2019)
  • Generi: Saggistica

Molti immaginano le hostess fare un tuffo nell’acqua cristallina delle Maldive quando in Italia è inverno, mangiare sushi in un ristorantino di Tokyo, acquistare t-shirt nel solito negozietto a New York, frequentare il parrucchiere di fiducia a San Paolo del Brasile, o prendere lezioni di tango a Buenos Aires.
In parte è vero.
Ma com’è realmente una vita come questa?
Non è un lavoro per tutti: essere responsabile della sicurezza dei passeggeri richiede peculiarità uniche, è molto impegnativo, faticoso, e implica notevoli sacrifici.
Un percorso pieno di incognite e difficoltà, ma anche di irripetibili esperienze, costituisce la struttura di questo libro dove la vita della protagonista è narrata sullo sfondo dell’affascinante universo dell’aviazione civile: un mondo tanto immaginato, ma in realtà poco conosciuto. Un contesto che è molto più complesso e strutturato di quanto chiunque possa pensare: questo libro vi rivelerà usi e costumi inusuali della particolarissima vita degli angeli dell’aria.
L’autrice, hostess di volo da oltre venticinque anni, prendendo spunto da episodi reali, riesce a far respirare al lettore il clima che si vive on board dove il lavoro e la complessa organizzazione della quotidianità sia pubblica che privata diventano un vero e proprio stile di vita, e anche di pensiero

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Vita da hostess:

Angeli dell’aria

Donne indipendenti, in uniforme, in giro per il mondo.

Icone glam di libertà.

Donne, soprattutto, che svolgono una professione con peculiarità uniche, e per questo fonte di gioie e soddisfazioni irripetibili, ma anche densa di risvolti difficoltosi e riflessi molto importanti sulla propria vita.

Le assistenti di volo sono tradizionalmente identificate nell’immaginario collettivo per quel che esteriormente appare: le loro uniformi eleganti, le soste in ogni luogo del mondo, il contatto e la conoscenza con innumerevoli persone, o gli acquisti in ogni dove. È facile accada di incontrarle in aeroporto, insieme a tutto l’equipaggio: sono guardate ancora oggi, talvolta, con ammirazione e un pizzico di invidia. «Avrei tanto voluto fare anche io questo lavoro», pensano segretamente in molti, oppure l’opposto: «Non potrei mai fare questo lavoro.»

In realtà le hostess – gli assistenti di volo in generale, naturalmente – svolgono con efficienza e professionalità un ruolo impegnativo, e sono effettivamente una componente fondamentale della linea di sicurezza del volo, capaci  di gestire con tecnica e pazienza emergenze di ogni tipo, devono essere sempre pronte a risolvere i più impensabili e complicati imprevisti, sostenendo inoltre la lontananza dagli affetti e da casa, o la difficile organizzazione della gestione del loro tempo, e anche gli effetti  del fuso orario.

In questo libro ho provato a raccontarne gli aspetti meno noti e difficilmente immaginabili.

Lo dedico, per questo, a tutte noi.

Introduzione

La figura della hostess appare per la prima volta negli anni ’30 su una linea aerea americana.

All’inizio in molti dubitavano dell’utilità di questo ruolo: fragili e graziose ragazze, il cui peso non doveva superare i 52 chilogrammi, l’altezza i 163 centimetri, di età inferiore a 25 anni, vestite con la stessa uniforme, rigorosamente diplomate come infermiere, che invitavano gentilmente i passeggeri a occupare il proprio posto in aereo.

La loro figura ed il loro ruolo hanno subito molti cambiamenti, negli anni.

Nel 1940, dopo l’attacco di Pearl Harbour, le hostess furono arruolate su aerei militari per servire la patria.

Nel 1950 venne redatto il primo manuale della perfetta hostess: forte come un soldato, affettuosa come una madre, disponibile come una geisha, informata come una guida turistica.

Negli anni ’60 e ’70 le hostess furono motivo di orgoglio nel rappresentare le compagnie aeree e vennero paragonate alle modelle.

Erano viste come donne dotate di bellezza, desiderabili e invidiabili, che avevano la possibilità, non ancora alla portata di tutti, di viaggiare e conoscere il mondo.

Nel 1960 sul quotidiano New York Times una statistica americana descrisse le hostess come mogli perfette perché, camminando 300 miglia su e giù per le poltrone, appaiono molto allenate e di provata resistenza alla fatica.

Con l’arrivo della rivoluzione femminista e delle ulteriori conquiste in materia di diritti femminili, nel 1971 venne abolita la regola che vietava loro di sposarsi; nel 1974 lo stipendio divenne pari a quello degli uomini; nel 1975 venne eliminato il divieto di maternità e nel 1979 furono aboliti i limiti di peso.

Ad oggi, la responsabilità primaria di una hostess è garantire la sicurezza dei passeggeri a bordo degli aerei, nonché assisterli durante il volo.

Prefazione

Perfettamente addestrate nel campo della sicurezza aerea, abilitate e certificate al primo soccorso medico, competenti in lingue straniere, abili nuotatrici, curate, sorridenti, ben educate, le hostess hanno la necessità di avere, oltre che una predisposizione ai rapporti interpersonali, anche un eccellente equilibrio emotivo e un forte senso pratico.

Lo stile di vita è frenetico, il lavoro è faticoso e stressante, anche a causa dei fusi orari, l’ambiente in cui operano è pressurizzato e il suolo su cui si muovono durante il lavoro non è sempre in posizione orizzontale, e tuttavia agiscono con padronanza di sé, e devono essere sempre pronte a districarsi in situazioni imprevedibili.

Le hostess sono a contatto con persone di ogni etnia, cultura, educazione, provenienza e carattere.

Incontrano bambini splendidi come raggi di sole o, a volte, anche più turbolenti delle turbolenze, persone avanti con gli anni a cui riservare tatto e sensibilità, personalità che richiedono discrezione e riservatezza, uomini d’affari, divi dello spettacolo, gruppi di vacanzieri allegri e spensierati, romantiche coppie in viaggio di nozze, malati da accudire, emigranti in paesi lontani, professanti e cultori di fedi diverse. Tutti devono essere trattati con cura e professionalità

Esse devono gestire le urgenti incombenze da terminare prima di ogni decollo e atterraggio, seguire le disposizioni riguardanti la sicurezza ed i relativi compiti e adempimenti, attenersi a precise gerarchie da rispettare, adoperarsi per le molteplici richieste da esaudire, sono sottoposte a lunghe e continue permanenze lontano da casa, e a rapporti sociali privati resi difficili a causa delle peculiari assenze determinate da questa attività lavorativa.

Gli aspetti gravosi di questa professione unica sono molteplici, almeno quanto sono poco immaginati e conosciuti da molte delle persone che le osservano dall’esterno.

Eppure ogni hostess, nonostante tutto, avverte principi di malinconia e nostalgia, quando non vola.

Splendide cartoline vengono immagazzinate nei loro pensieri a ogni avvicendamento, e anche il volo più difficile è sempre un’esperienza che arricchisce.

Il sushi giapponese, la sabbia delle Maldive, i grattacieli di New York, la movida argentina, l’allegria brasiliana, i cieli di Londra e i profumi parigini si affacciano all’orizzonte, prendono vita, e regalano emozioni uniche, anche se in ristretti spazi di esistenza, anche se intrisi di stanchezza per il fuso orario, anche se sempre più frettolosi per il poco tempo a disposizione.

Spettacolari si presentano i tramonti visti dall’alto, sopra le nuvole.

A bordo degli aerei può succedere di tutto: molti passeggeri si distinguono per la loro classe e lo stile ineguagliabile, alcuni si rivelano meno eleganti, altri suscitano tenerezza.

Può capitare che alcune persone perdano il controllo se nervose o stressate, molti hanno bisogno di un supporto con riflessi psicologici perché soffrono di patologie aerofobiche o claustrofobiche. Eccezionalmente, ad esempio, gli episodi di chi, alzando il gomito, rischia di diventare violento. È comunque molto ampio, lo spettro delle possibilità.

In aereo, di fatto, anche il più piccolo ed apparentemente insignificante episodio o incidente, può trasformarsi in qualcosa che necessita della massima attenzione.

I bisognosi di cure devono essere immediatamente assistiti, le emergenze mediche spesso vengono brillantemente risolte.

E praticamente su ogni volo, immancabilmente, si verificano commoventi esperienze impregnate di profonda umanità e solidarietà.

Da cosa è possibile riconoscere una hostess?

– Controllate gli oggetti che possiede in casa: non capite che cosa siano, a cosa servano, da dove provengano?

– Guardate le foto che espone: gli scenari sembrano appartenere all’altra parte del mondo?

– Indagate se ha mai assaggiato il pollo fritto dalle bancarelle di Bangkok, frequentato i migliori ristoranti francesi e consumato room-service davanti a uno specchio in un lussuoso albergo.

– Fate caso agli orari in cui mangia o dorme: non rispettano ritmi abituali?

– Osservatela nell’ora di pranzo: mangia spesso in piedi, ma non vede l’ora di sedersi?

– Verificate il frigo: ha messo dei bicchieri di plastica accanto alle bottiglie d’acqua?

– Chiedetele dove ha acquistato un capo di abbigliamento che indossa: dovreste prendere un aereo per averlo anche voi?

– Non può rinunciare a quel paio di jeans a zampa d’elefante visti a Londra sull’Oxford Street, conosce le date dei saldi di Gap a New York, acquista abiti firmati Gucci negli outlet di Miami, le borse di Luis Vuitton in saldo a Tokyo, il palmito per l’insalata in Argentina, il succo di açaì, il pan de queso e la tapioca in Brasile?

– Riesce ad acquistare abbigliamento attuale ai convenienti saldi di stagione nei luoghi dove le stagioni sono invertite rispetto le sue?

– Fa i colpi di sole solo dal suo parrucchiere preferito a San Paolo o in alternativa a Milano?

– È convinta che le creme di Tel Aviv e gli shampoo organici acquistati a Toronto siano i migliori?

– Osservatela con attenzione: toglie o si sfila appena le scarpe con il tacco appena le è possibile? (Spiate sotto il tavolo o in macchina.)

– Guardate dentro la scarpiera: sono presenti molte  décolleté dello stesso colore?

– Parla con eccessiva disinvoltura di luoghi per te raggiungibili solo con la fantasia o dei quali non basterebbe una vita per visitarli tutti?

– Domandatele quale sia il luogo più allettante e attraente di tutti i posti che abbia mai visitato: il divano di casa è il primo in classifica?

– Chiedete la recensione su notizie di attualità sia culturali che politiche, ma soprattutto scandalistiche: ha sempre un ultimo inedito aggiornamento?

– Verificate il contenuto della sua borsa personale: si possono trovare gli oggetti più disparati per ogni evenienza? (Limetta, libro, trucchi, piccola torcia, ombrellino, navigatore, macchina fotografica, pc portatile, calze di riserva, spazzolino da denti)

– Ha un’infinità di numeri telefonici e contatti di colleghi e conoscenti, ma non riesce a ricordare luogo, anno e modalità in cui si sono conosciuti o frequentati?

– Ogni volta che sente odore di fumo, ne controlla la provenienza e si attiva per la ricerca dell’estintore più vicino?

– Riconosce a prima vista qualsiasi tipologia caratteriale e sociale di ogni persona, riuscendo a relazionarsi con ciascuno, dal più giovane al più anziano?

– Non si perde d’animo se deve soccorrere qualcuno in difficoltà?

– Sa socializzare brillantemente in ogni occasione, pur amando i momenti di solitudine?

– Non prova neanche un briciolo di quell’improvviso attacco allo stomaco che vi prende appena l’aereo inizia il suo decollo?

– Curiosate in camera da letto: ha sempre una valigia a portata di mano in attesa di una partenza improvvisa, riesce a far entrare tutto l’occorrente che potrebbe essere utile per più di una settimana in poco spazio, e non si confonde se ha solo un’ora di tempo di preavviso per fare un viaggio imprevisto da Roma a Santiago del Cile?

Se tutte le risposte fossero affermative non abbiate dubbi: si tratta di una donna con le ali.

Buon volo

Questa è la fine dell’anteprima gratuita. 

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I libri di Marina Iuvara

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