Porro – Antonio Porro

Nato a Napoli nel 1989, l’anno del serpente, l’animale più bello dell’intero zodiaco cinese, ho sempre avuto una forte passione per la cultura asiatica e le arti marziali. Dopo le scuole dell’obbligo, non avrei potuto far altro che approfondire questo amore all’università, studiando lingua e letteratura giapponese e coreana, all’Orientale di Napoli, dove mi laureo alla triennale con una tesi in storia sulle Invasioni mongole del Giappone con ottimi voti.

Prima di proseguire gli studi, zaino in spalla, decido di trascorrere un anno di studio in Giappone dove oltre a perfezionare la lingua, ho la fortuna di compiere un viaggio a piedi per le isole Honshū e Chūgoku, partendo da Tōkyō e giungendo a Hiroshima, toccando città principali e piccoli insediamenti in un lungo viaggio di scoperta.

Tornato in Italia per completare gli studi e appassionarmi al Krav Maga, le mie peripezie da giramondo mi portano per un breve periodo in Irlanda, dove oltre a perfezionare l’inglese, lavoro in una scuola di lingua e riuscendo nel mentre a viaggiare per gran parte dell’isola di smeraldo.

Al ritorno ottengo la laurea magistrale in Lingue e Civiltà Orientali con il massimo dei voti e tanto di lode e bacio accademico. Dopo gli studi, comincio a muovere i primi passi nel mondo della traduzione, facendo esperienza negli abbinamenti italiano-inglese, inglese-italiano, giapponese-italiano e coreano-italiano.

Nel corso della vita frequento anche un master in marketing bandito dalla prestigiosa associazione Italia-Usa, che mi ha permesso di entrare in contatto con aziende di alta levatura come Sky Italia, la ITA e molte altre.

Decido di prendere per la prima volta la penna in mano con il mio romanzo d’esordio Gli Otto Elementi in cui racconto la mia visione del mondo e alcune delle avventure più bizzarre che mi sono capitate durante i miei viaggi.

Appassionato di videogiochi, cinema, libri e giochi di società, sostenitore di ogni tipo di forma d’arte, non c’è niente di meglio che una buona chiacchierata davanti a un buon caffé.

O quasi nient’altro…

Insomma, con del buon cibo è ancora meglio, no?

Perché? Cosa credevate che dicessi?

I libri di Antonio Porro